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Try
Grenouer
2006 Siberian League
 
Ma i Fear Factory hanno fatto uscire un nuovo disco?
Questa è la sensazione che si ha ascoltando l’ultimo album dei russi Grenouer, intitolato “Try”.
Ebbene si, la band dell’ex Unione Sovietica, ha appreso alla perfezione la lezione impartita dai Fear Factory, soprattutto quelli dei primi dischi, e l’ha messa in pratica in modo in modo ineccepibile, proponendoci quindi un industrial death metal moderno e convincente.
Il quartetto fa uso della maggior parte delle skills che hanno contraddistinto negli anni la band statunitense succitata, perciò vi dovrete aspettare tempi cadenzati e martellanti e un uso smodato di palm-muting rocciosi e accuminati.
Anche le linee vocali riportano alla mente Burton C. Bell, quindi a metà strada tra il growling e l’urlato, però a differenza del leader dei FF Ind si esibisce molto di meno in clean vocals.
Com’è ovvio che sia i Grenouer utilizzano anche qualche samples, anche se in fin dei conti vengono utilizzati con parsimonia.
“Try” non è di certo l'album del secolo, però di sicuro farà la felicità degli innumerevoli amanti del metal estremo moderno.
Un intro sinistra da il là al full-lenght, cedendo dopo breve la scena al primo vero e proprio brano “Devil's Eye”; sin dai primi passaggi i russi mettono in bella mostro le loro influenze con giri di chitarra corpulenti e tempi di batteria imprevedibili.
I palm-muting di Motor vi trivelleranno il cervello e vi si imprimeranno nelle meningi come una sanguisuga.
Il primo brano quindi scorre via velocemente lasciando un buon ricordo di sé, però la band riesce a superarsi con la traccia seguente, “Open Up Entrails”, in cui il sound si fa più arcigno e roccioso; inoltre si fanno sentire con più insistenza le influenze industrial con l’inserimento di campioni e di clean vocals distorte.
Se la prima track aveva ben impressionato, con la seconda i Grenouer quindi compiono un passo in avanti.
I quattro brani rimanenti si muovono più o meno sugli stessi binari dei predecessori, infatti i ragazzi fanno affidamento su riffing macinaossa, alternati a passaggi più melodici, e su ritmiche medio-lente ma decisamente eclettiche.
In definitiva il quartetto si sa muovere alla perfezione nell’industrial death metal e riescono a suscitare emozioni forti, pur non proponendo nulla di nuovo ed innovativo.
Certo, i primi Fear Factory rimangono i dominatori incontrastati del metal estremo elettronico, ma anche i Glenouer si possono ritagliare un angolo di notorietà all'interno della scena.
In attesa del nuovo platter, che vedrà la luce a breve, inoltratevi nei cunicoli gelidi e mortali di "Try".
 
Voto : 73/100
 
Line up :
Ind - Voce
Motor - Chitarra
Slavij - Basso
Grave - Batteria
 
Tracklist :
1.Intro: verified
2.Devil's Eye
3.Open Up Entrails
4.A Passage in the Sky
5.All Along the Runway
6.Powdering Squeeze
7.Wanting To Be Alone
 
Recensione di : Riddick79
 
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